POLITICA

18/09/2013
“La sovranità appartiene al popolo”



Oggi viviamo costretti in una morsa mortale, ovunque volgiamo lo sguardo troviamo , ingiustizia, illegalità , dolore, morte e disperazione.
A tutto questo c’è rimedio, un rimedio attuabile solo se riusciremo ad unirci, senza più guardare il colore della pelle, l’estrazione sociale, il grado di cultura, la religione, l’età, tutti uniti per un unico obiettivo , ridare valore e senso al primo articolo della costituzione e in particolare alle parole :
“La sovranità appartiene al popolo”
Oggi i governi di tutto il mondo hanno quasi compiuto la loro sporca strategia, sono riusciti, insieme ai capi politici, spirituali etc. ad ottenere l’intolleranza e il razzismo, oggi i governi di tutto il mondo sono quasi riusciti ad assicurarsi l’impossibilità di unione tra i popoli, questo perché l’unione tra i vari popoli li metterebbe in ginocchio in poco tempo ….
Mentre il popolo si faceva forviare dalle loro strategie di distrazione i governi hanno continuato imperterriti a distruggere ed ammazzare la democrazia, continuando a spendere e a servire le banche facendo indebitare l’italia e il mondo giorno per giorno… riducendo alla fame e spesso al suicidio, molte persone, ma è venuto il momento di dire basta e di iniziare a studiare una strategia per accomunare il popolo e andare a riprenderci quello che ci spetta, andare a riprenderci la nostra dignità e soprattutto ad andare a riprenderci il diritto di garantire un futuro alle nostre famiglie. E’ giunto il momento di dire basta, dire basta ai baroni della politica, quegli stessi esseri che hanno giurato di servire il popolo e che ci hanno derubato non solo facendo fallire il nostro paese e quindi mettendolo totalmente in mano alle banche … ma ci hanno derubato della DIGNITA'!!!  

SVEGLIATEVI!!!

/--------------/


Giovedì 5 settembre 2013
Questa è una notizia che ha in sé la trasparenza e la forza di una Nazione, e vi chiedo di tenere tale notizia a mente... il motivo è semplice , pensate che i Rothschilds noto gruppo di illuminati, permetterà  all' Ungheria di dare il buon esempio? Ovviamente non credo che agiranno pubblicamente , sono troppo vigliacchi per farlo, ma improvvisamente da un momento all'altro quando questa Grande notizia sarà ormai dimenticata dalla massa, perché gli è stato ordinato subdolamente di guardare da un altra parte, perché voi siete condiziona-bili  ed è facile plagiare le vostre menti, succederà qualcosa che metterà le nazioni regnanti contro L'Ungheria e la vostra opinione sarà come al solito a favore della Guerra, perché voi siete programmabili  e gestibili da chi vi controlla sin dal momento del vostro concepimento ...
SVEGLIATEVI!!!!!!!
Dopo aver cacciato il FMI l’Ungheria emette moneta senza debito

di Ronald L. Ray – Traduzione a cura di N. Forcheri
L’Ungheria si libera dei vincoli dei banchieri
• Dopo che è stato ordinato  all’FMI di abbandonare il paese, la nazione adesso stampa moneta senza debito
L’Ungheria sta facendo la storia.
Mai più dagli anni ’30 con il caso della Germania un paese europeo aveva osato sfuggire alle grinfie dei cartelli bancari internazionali controllati dai Rothschilds. Questa è una notizia stupenda che dovrebbe incoraggiare i patrioti nazionalisti del mondo intero ad intensificare la lotta per la libertà dalla dittatura finanziaria.
Già nel 2011 il primo ministro ungherese,  Viktor Orbán promise di ristabilire la giustizia sui predecessori socialisti che avevano venduto il popolo della nazione alla schiavità di un debito infinito con i vincoli del FMI (IMF) e lo stato terrorista d’Israele. Queste amministrazioni precedenti erano infiltrate da israeliani nelle alte cariche, in mezzo al furore delle masse che alla fine, in reazione, hanno votato il partito  Fidesz di Orban.
Secondo una relazione sui siti germanofoni  del “National Journal”, Orbán si è accinto a scalzare gli usurai dal trono. Il popolare e nazionalista primo ministro ha detto all’FMI che l’Ungheria non vuole né richiede “assistenza” ulteriore dal delegato della Federal Reserve di proprietà dei Rothschild. Gli ungheresi non saranno più costretti a pagare esosi interessi a banche centrali private e irresponsabili.
Anzi, il governo ungherese ha assunto la sovranità sulla sua moneta e adesso emana moneta senza debito e tanta quanto ne ha bisogno. I risultati sono stati nientemeno che eccezionali. L’economia nazionale, che vacillava per via di un pesante debito, ha ricuperato rapidamente e con strumenti inediti dalla Germania nazionalsocialista.

Il ministro per l’Economia ungherese ha annunciato che grazie a “una politica di bilancio disciplinato” ha ripagato il 12 agosto 2013 il saldo dei 2,2 bilioni di debito all’FMI, prima della scadenza ufficiale del marzo 2014. Orbàn ha dichiarato: “L’Ungheria gode della fiducia degli investitori” che non vuol dire né l’FMI né la Fed o altri tentacoli dell’impero finanziario dei Rothschild. Piuttosto si riferiva agli investitori che producono in Ungheria per gli ungheresi, creando crescita economica vera, e non già la “crescita di carta” dei pirati plutocratici, bensì quel tipo di produzione che assume realmente le persone e ne migliora la vita.
Con l’Ungheria libera dalla gabbia della servitù agli schiavisti del debito non c’è da meravigliarsi che il presidente della banca centrale ungherese gestita dal governo per il bene pubblico e non per l’arricchimento privato abbia chiesto all’FMI di chiudere i battenti da uno dei paesi più antichi d’Europa. Inoltre, il procuratore generale, ripetendo le gesta dell’Islanda, ha accusato i tre precedenti primi ministri del debito criminale in cui hanno precipitato la nazione.
L’unico passo che rimane da fare per distruggere completamente il potere dei bancksters in Ungheria, è di attuare un sistema di baratto per lo scambio con l’estero come esisteva in Germania con i nazional socialisti e come esiste oggi in Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, i cosiddetti  BRICS, una coalizione economica internazionale. E se gli USA seguissero la guida dell’Ungheria, gli americani potrebbero liberarsi dalla tirannia degli usurai e sperare in un ritorno a una pacifica prosperità.

Ronald L. Ray, autore freelance che risiede nel libero stato del Kansas, discendente di vari patriotti della Guerra americana di indipendenza.



/---------/
Uomini liberi e servi sciocchi

Chi controlla il passato, controlla il futuro. Chi controlla il presente, controlla il passato."
 - George Orwell

Completamente ipnotizzati dal puzzle dell'IMU e dal salvataggio-sì/salvataggio-no di Silvio Berlusconi i nostri media hanno totalmente passato sotto silenzio una notizia di grande rilevanza globale.

di Piero Cammerinesi (corrispondente dagli USA di Coscienzeinrete Magazine e Altrainformazione)

Non è una novità, direte voi.

Già, se le notizie non piacciono a chi domina il mondo possono venir falsate, mistificate, o, più semplicemente, taciute. I giornali servono a questo, no?

Occhio non legge...mente non lavora.

Questo silenzio ha una doppia valenza; prima di tutto indica come la nostra stampa sia estremamente provinciale, e, in secondo luogo, come il tacere su certi avvenimenti sia non solo omissione ma menzogna, la cui vera finalità è quella di far sì che per la gente certi eventi non siano mai accaduti.

Mi riferisco alla riunione N.7015 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite del 6 agosto scorso[1], il cui tema era: "La cooperazione tra le Nazioni Unite e le organizzazioni regionali e sub-regionali per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionali".

Onu1Gli argomenti messi sul tappeto non sarebbero mai arrivati in Consiglio di Sicurezza se non grazie al fatto che alla Presidenza del Consiglio di sicurezza era di turno l'Argentina, che ha avuto pertanto la possibilità di denunciare pubblicamente all'ONU lo spionaggio da parte delle agenzie d'intelligence Usa e britanniche.

Il giorno prima del Consiglio di Sicurezza, il 5 agosto, il Presidente della Repubblica Argentina, il Presidente della Bolivia, il presidente del Brasile, il Presidente dell'Uruguay, nonché i Presidenti di Venezuela ed Ecuador, avevano – tramite i loro Ministri degli Esteri - duramente condannando gli atti di spionaggio svolti dalle agenzie di intelligence degli Stati Uniti d'America[2].

Sei nazioni sudamericane hanno dunque saputo dare una lezione di dignità e di coraggio in primo luogo agli europei che, come ben si ricorda, hanno assunto un atteggiamento patetico di servi sciocchi di fronte alle rivelazioni secondo le quali aziende, legazioni consolari e ambasciate, telefonate e messaggi email di comuni cittadini vengono regolarmente spiate da anni dalle intelligence americana ed inglese.

Onu2Senza parlare dell'incredibile episodio del dirottamento dell'aereo del presidente boliviano Morales, cui a luglio venne negato il sorvolo dello spazio aereo da parte di diversi Paesi europei compreso il nostro.

Il nostro Ministro degli Esteri, l'ineffabile Emma Bonino, cui venne indirizzata una richiesta di spiegazioni, non ebbe neppure il coraggio di ammettere i fatti, mostrando non solo il volto del servo ma anche quello del servo sciocco.

Ebbene, cosa hanno portato i sei Paesi sudamericani in Consiglio di Sicurezza?

Qui di seguito alcuni stralci dai loro discorsi:

"L'intercettazione di telecomunicazioni – dall'allegato alla nota verbale del 22 luglio da parte della missione permanente del Venezuela alle Nazioni Unite, indirizzata e già discussa con il Segretario generale, Ban Ki-moon - e gli atti di spionaggio svolte nei nostri Paesi costituiscono una violazione dei diritti umani, del diritto alla privacy e del diritto all'informazione dei cittadini. Costituiscono inoltre un comportamento inaccettabile che viola la nostra sovranità e che è dannoso per il normale svolgimento dei rapporti tra le nazioni. (...) Abbiamo pertanto deciso di lavorare insieme per garantire la sicurezza informatica degli Stati membri a MERCOSUR, che è essenziale per difendere la sovranità dei nostri Paesi. Chiediamo inoltre ai responsabili [di tali atti di spionaggio] di cessare immediatamente queste attività e di fornire una spiegazione sui motivi e sulle conseguenze di esse. È fondamentale che la prevenzione della criminalità e la repressione dei reati transnazionali, tra cui il terrorismo, avvenga secondo lo stato di diritto e nel rigoroso rispetto del diritto internazionale. Intendiamo promuovere l'adozione da parte delle competenti istituzioni multilaterali di norme per la regolamentazione di Internet che pongano una particolare attenzione alle questioni di sicurezza informatica, al fine di promuovere l'adozione di norme che garantiscano un'adeguata protezione delle comunicazioni, in particolare per salvaguardare la sovranità degli Stati e la vita privata delle persone".

I ministri degli Esteri del Brasile, Venezuela, Uruguay, Bolivia ed Ecuador hanno dunque duramente condannato il piano spionistico internazionale degli Stati Uniti considerandolo senza mezzi termini una grave minaccia per i governi democraticamente eletti dell'America Latina, un comportamento che mette di fatto in pericolo la loro sopravvivenza.

Ricordiamo bene, infatti, come il Sudamerica sia stato sempre considerato dagli USA come il "cortile di casa", come sia stato per molti tragici decenni schiacciato da dittature militari che hanno inflitto impunemente terrore di stato.

La storia recente testimonia come i Paesi sudamericani siano stati soggetti a progetti di destabilizzazione e di abbattimento dei propri leader democraticamente eletti da parte della CIA.

Basti ricordarne alcuni - e l'elenco non è completo: il presidente Arbenz in Guatemala nel 1954; il Presidente Goulart in Brasile nel 1964; il Presidente Juan Bosch, nella Repubblica Dominicana nel 1965; il Presidente Torres in Bolivia nel 1971; il Presidente Allende in Cile nel 1973, sino alla più recente destabilizzazione dei governi di Honduras e Paraguay (ed al fallito tentativo di rovesciare il governo di Hugo Chavez NDR).

Onu3Meno di un mese prima della riunione del Consiglio di Sicurezza, il 12 luglio, l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, la signora Navi Pillay aveva affermato: "I programmi di sorveglianza senza garanzie adeguate per proteggere il diritto alla privacy in realtà rischiano di incidere negativamente sul godimento dei diritti umani e delle libertà fondamentali, contraddicendo gli articoli 12 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo[3] e gli articoli 17[4] e 18[5] del Patto internazionale sui diritti civili e politici, che stabiliscono, rispettivamente, che Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, famiglia, casa o corrispondenza, e che Ogni individuo ha diritto alla protezione della legge contro tali interferenze o lesioni[6]".

Negli interventi al Consiglio di Sicurezza è stata sottolineata la preoccupazione che, come è accaduto più volte, i leader della NATO e di Paesi membri ritengano che non sia necessaria l'autorizzazione esplicita da parte del Consiglio di Sicurezza per ricorrere alla coercizione, visto che la NATO ha liberamente interpretato mandati d'azione volti a promuovere la pace e la sicurezza internazionale autorizzata dal Consiglio di Sicurezza, trasformandoli in occasioni di aggressione e di guerra, mascherate da 'missioni di pace' o 'guerra umanitaria'.

Significativi alcuni passi del discorso del Ministro degli Affari Esteri della Bolivia David Choquehuanca Cespedes, tenuto nel pomeriggio del 6 agosto:

Onu4"Preservare la pace non è e non sarà il risultato dell'esistenza di poliziotti internazionali, ma piuttosto il risultato dello sviluppo della giustizia sociale, dell'equità, la complementarietà, la solidarietà e il rispetto tra gli Stati...vorrei esprimere il nostro rifiuto e la condanna della pratica di spionaggio da parte degli Stati Uniti. Vorrei anche esprimere il dolore e l'indignazione del mio popolo e il mio governo sull'atto di aggressione subito dal presidente Evo Morales Ayma, che è stato descritto dalla comunità internazionale come offensivo, umiliante, discriminatorio, colonialista, spiacevole nonché una violazione dei diritti umani e delle norme internazionali. Tenuto conto della grave natura di questi fatti, chiediamo alle Nazioni Unite di chiarire questi eventi e di adottare misure per garantire i diritti umani e il rispetto del diritto internazionale, in modo che nessuno debba in futuro soffrire per tali violazioni".

Onu5"La pace – così Elias Jaua Milano, Ministro degli Affari Esteri del Venezuela e Presidente protempore del Mercato Comune del Sud (MERCOSUR) - non può essere raggiunta nel mondo senza giustizia sociale e senza sradicare una volta per tutte fame, povertà, analfabetismo, malnutrizione e il divario tecnologico, in altre parole, senza garantire a tutti le risorse necessarie per un pieno sviluppo in condizioni di uguaglianza. Allo stesso modo, noi rifiutiamo le azioni di spionaggio globale condotte dal governo degli Stati Uniti, che minano la sovranità degli Stati e che conosciamo grazie alle rivelazioni di Edward Snowden. Data la gravità di questi rapporti di spionaggio informatico su scala globale, riconosciuto dallo stesso segretario generale dell'Unione internazionale delle telecomunicazioni, le Nazioni Unite, alla luce di tali pratiche illegali, devono avviare un ampio dibattito multilaterale per rendere possibile la progettazione di accordi per salvaguardare la sovranità e la sicurezza degli Stati membri. (...) Ribadiamo la nostra condanna di azioni che potrebbero minare il potere dei membri di attuare pienamente il diritto di asilo umanitario. A questo proposito, respingiamo ogni tentativo di fare pressione, molestare o criminalizzare uno Stato parte o di terzi alla decisione sovrana di una nazione a concedere l'asilo, sancito in tutte le convenzioni internazionali. Allo stesso modo, esprimiamo la nostra solidarietà con i governi di Bolivia e Nicaragua, che, come il Venezuela, hanno offerto asilo al signor Snowden, come espresso dai capi di Stato del Mercosur nella decisione relativa al riconoscimento universale del diritto di asilo politico".

In effetti, dopo aver resistito a innumerevoli tentativi di golpe militare e di controllo economico, il nuovo pericolo che oggi devono affrontare i governi indipendenti dell'America Latina – e non solo loro - proviene dai programmi di sorveglianza elettronica della NSA, un attacco cibernetico nei confronti degli spazi più privati ​​e intimi della vita dei popoli e degli Stati.

Un progetto criminale il cui obiettivo più inquietante sembra quello di minacciare l'identità e la mente delle persone, distruggendo la loro capacità di creare reti di solidarietà e di ottenere le informazioni cruciali per la loro comprensione degli avvenimenti, annientandone in tal modo il pensiero critico, senza il quale essi vengono ridotti facilmente alla condizione di zombie, confusi, docili, facilmente controllabili, soggiogati, in ultima analisi, sfruttati e ridotti in schiavitù.

Questa sorveglianza equivale a imporre un controllo totale individuale e sociale che è una forma d'isolamento psicologico e intellettuale, una delle più crudeli forme di tortura, che alla fine porta alla disintegrazione della personalità umana, costretta all'interno di un prigione invisibile.

"I leader che dovrebbero dare spiegazioni – ha aggiunto Patino Aroca, Ministro degli Esteri dell'Ecuador - e confrontarsi con il dibattito sui limiti di ciò che stiamo discutendo, hanno invece lanciato una crociata contro il diritto di asilo - una vera e propria offensiva diplomatica contro i Paesi che hanno mostrato disponibilità in un caso così importante. I Popoli della Nostra America Latina sono stati messi sotto pressione, semplicemente perché hanno preso in considerazione una domanda di asilo. Tutti questi Paesi hanno firmato la Convenzione di Caracas del 1954 sull'asilo territoriale, che è forse uno degli strumenti più importanti del sistema interamericano dei diritti umani. Non è la rivelazione del reato che minaccia il clima di comprensione tra le nazioni, ma il reato stesso. In un mondo fragile, dove i conflitti armati sono a malapena influenzati da pressioni internazionali, tali azioni non aiutano a generare fiducia, ma tensione. (...) La massiccia sorveglianza globale, arbitraria e illimitata deve fermarsi. (...) È richiesto anche dallo spirito di convivenza, che ha ispirato la stesura della Carta delle Nazioni Unite. È anche l'appello di miliardi di persone nel mondo che capiscono che qualsiasi azione mirante a garantire la sicurezza di un Paese ha i suoi limiti, vale a dire i diritti umani di tutti sul pianeta".

Ma qual'è davvero lo scopo di questo programma NSA di sorveglianza globale?

Non riuscendo a contrastare in modo significativo – come ammesso dagli stessi protagonisti - l'attività terroristica, deve avere un fine nascosto.

Proviamo a pensare alle possibili conseguenze di tali misure di spionaggio globale: non è difficile immaginare che già oggi vi saranno molte persone che, sapendo che le proprie comunicazioni sono spiate, cambieranno il proprio comportamento.

Ad esempio ci sarà chi, prima di visitare siti web controversi, o di discutere argomenti 'sensibili' o di indagare su questioni politicamente delicate ci penserà due volte. Individualmente, queste esitazioni potrebbero sembrare insignificanti, ma il loro ripetersi e moltiplicarsi per milioni di cittadini potrebbero modificare il rapporto della gente con il potere.

Queste ipotesi sono terrificanti.

Un vero e proprio 'divieto di pensiero'; riporto ancora una volta una citazione da una conferenza di Rudolf Steiner del 1916: "Non sarà trascorso molto tempo dopo che sul calendario sarà passato l'anno 2000, che si manifesterà – a partire dall'America - un divieto, non diretto, ma comunque un divieto di ogni tipo di pensare, una legge che avrà lo scopo di sopprimere ogni pensiero individuale. Da un certo punto di vista l'inizio di ciò si può ravvisare in ciò che oggi fa la medicina puramente materialistica, dove l'anima non può avere più alcuna influenza, dove l'uomo viene trattato come una macchina solo sulla base di esperimenti esteriori[7]"

Fantasia? O solo l'inizio di una nuova politica di dominio assoluto del mondo?

D'altra parte la feroce determinazione di arrestare Edward Snowden fa pensare che egli potrebbe aver scoperto qualcosa di più, qualcosa di così illegale che, per coprire tali reati, gli autori non esitano a mettere in pericolo quelle vite stesse che affermano di proteggere grazie alle intercettazioni.

Onu6Il dirottamento dell'aereo di Morales, che ha messo in pericolo la vita del presidente della Bolivia, rende questa ipotesi non del tutto peregrina.

Insomma, nel Consiglio di Sicurezza del 6 agosto sotto la presidenza argentina si è aperto un capitolo nuovo.

Quelle che una volta venivano sprezzantemente definite 'Banana Republic' stanno indicando al mondo una via di dignità e di coraggio il cui testimone ci auguriamo possa venir raccolto da altri Paesi.


[1]   http://www.un.org/News/Press/docs/2013/sc11087.doc.htm

[2]
 


[3] Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, nè a lesioni del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.

[4] 1. Nessuno può essere sottoposto ad interferenze arbitrarie o illegittime nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa o nella sua corrispondenza, né a illegittime offese al suo onore e alla sua reputazione.

2. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze od offese.

[5] 1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione. Tale diritto include la libertà di avere o di adottare una religione o un credo di sua scelta, nonché la libertà di manifestare, individualmente o in comune con altri, e sia in pubblico sia in privato, la propria religione o il proprio credo nel culto e nell'osservanza dei riti, nelle pratiche e nell'insegnamento.

2. Nessuno può essere assoggettato a costrizioni che possano menomare la sua libertà di avere o adottare una religione o un credo di sua scelta.

3. La libertà di manifestare la propria religione o il proprio credo può essere sottoposta unicamente alle restrizioni previste dalla legge e che siano necessarie per la tutela della sicurezza pubblica, dell'ordine pubblico e della sanità pubblica, della morale pubblica o degli altrui diritti e libertà fondamentali.

4. Gli Stati parti del presente Patto si impegnano a rispettare la libertà dei genitori e, ove del caso, dei tutori legali di curare l'educazione religiosa e morale dei figli in conformità alle proprie convinzioni.

[6] http://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=13534&LangID=E

[7] http://www.liberopensare.com/articoli/item/546-davide-e-golia-una-storia-moderna

SVEGLIATEVI!!!!
/-----------/

27/08/2013
Solo ieri ho postato la notizia sottostante .... ( Putin sbugiarda Obama e consegna all'ONU le immagini dei satelliti russi) ....
Oggi o meglio è di questa notte la notizia :

"OSCENITA' MORALE"
Parla Kerry. La guerra in Siria è più vicina
Bonino: "Italia non interviene senza ok Onu"
L'attacco occidentale in Siria è più vicino. Obama ancora non interviene per dare il via all'azione, ma la conferenza stampa che ieri ha tenuto il segretario di stato americano John Kerry lascia davvero pochi margini alla trattativa diplomatica, lasciando intendere che l'azione militare sia probabilmente l'unica opzione percorribile.

Le posizioni dei governi sull'intervento in Siria

Sull'attacco chimico del regime siriano, Kerry dimostra di non avere dubbi: "E' innegabile che ci sia stato. Uccidere così civili, donne e bambini, è un'oscenità morale". "C'è stato un attacco chimico su larga scala, indiscriminato e che ha scosso la coscienza del mondo", aggiunge Kerry. Nessun dubbio nemmeno sui responsabili: "Sappiamo che il regime di Assad possiede le armi chimiche ed è determinato a eliminare l'opposizione da quei luoghi che sono stati oggetto dell'attacco".

Kerry poi chiama in causa il presidente Obama, quasi per rafforzare quello che è il concetto principale emerso nella conferenza stampa: "Il presidente farà in modo che chi violi la norma internazionale sull'utilizzo di armi chimiche ne paghi tutte le conseguenze".

Obama - spiega Kerry - non ha ancora deciso come e quando intervenire. Da questo punto di vista il governo USA non si sbilancia, mentre i giornali americani lanciano le prime indiscrezioni su quelli che potrebbero essere i piani di attacco: una guerra lampo, di circa 48 ore, con missili lanciati verso la Siria dalle navi da guerra nel Mediterraneo.

In mattinata è intervenuta sulla questione anche Emma Bonino. Il nostro ministro degli esteri ha parlato alle Commissioni Esteri di Camera e Senato, condannando l'azione chimica della Siria ("si rafforza l'ipotesi che siano state le forze armate siriane a far uso di armi chimiche, sulla base di informazioni di intelligence"). Sull'intervento diretto dell'Italia, la Bonino si affida all'Onu: "non prenderemo parte a soluzioni militari al di fuori di un mandato del Consiglio di sicurezza dell'Onu".

Le parole di John Kerry

per concludere vi faccio una domanda: quanto sta accadendo , le dichiarazioni, l'utilizzo di parole come donne e bambini, immorale, osceno e un po tutto quello che c'è nell'articolo non vi riportano alla mente un po gli eventi dell'11 settembre dove ci sono comunque tante incongruenze e la teoria oggi più valida e che quel disastro sia stato concordato a tavolino per scuotere l'orgoglio e i patriottismo degli americani che prima di quel disastro era riluttante ad iniziare una guerra? ... a questo punto vi chiedo ancora una volta un po di pazienza e leggete l'articolo subito sotto e poi tirate le vostre somme...
SVEGLIATEVI!!!!

lunedì 26 agosto 2013
Putin sburgiarda Obama e consegna all'ONU le immagini dei satelliti russi.

Siria – Putin Smaschera il Piano del NWO. I satelliti Russi forniscono la prova definitiva all'ONU
sull'innocenza di Assad e le responsabilità di USA e Arabia Saudita Damasco, Mosca, New York – Vladimir Putin ancora una volta fa centro, e sbugiarda i signori del Nuovo Ordine Mondiale: la strage in Siria? Non è stato Assad, ma i ribelli Salafiti, appoggiati dal governo Saudita e dagli USA con i suoi alleati. La prova "finale" è stata fornita nelle ultime ore dal Cremlino al Palazzo di Vetro dell'ONU. Si tratta di video e foto che illustrano come i satelliti russi abbiano fatto luce sul fatto che i razzi che hanno causato l'ultima strage in Siria (1300 morti) non sono partiti da Damasco o dalla Siria, ma da territori di pertinenza di gruppi Salafiti: ovvero dei cosiddetti "ribelli-mercenari" al soldo di Arabia Saudita e USA. Washington? Non poteva non sapere! Secondo Mosca, Washington non poteva non sapere, visto che i satelliti USA sono efficienti quanto quelli russi. E allora perchè tutte queste menzogne? Beh, dinnanzi a quest'ennesima prova regina, l'ONU e lo stesso Ban-Ki Moon dovranno prendere atto della situazione e smentire, zittire, tutti i media di regime che da giorni danno adito a queste diaboliche falsità! Ma con che faccia – ci chiediamo – andranno in giro per la penisola italiana i vari direttori dei TG di regime? Con che faccia si guarderanno allo specchio? per non parlare dei "politici", ovviamente! politici impegnati a parlare del caso "Berlusconi", come se il resto fossero bazzecole. Ma i maestri della distrazione di massa, si sa, sono sempre all'opera! Obiettivo? Guerra Mondiale per un Nuovo Ordine Tra i dati più palesi, sicuramente il fatto che le milizie ribelli in Siria – ora è ufficiale – sono armate e manovrate da Arabia Saudita ed alleati, che mirano ad innescare una nuova Guerra Mondiale. Tali prove, tra l'altro coincidono perfettamente con le testimonianze raccontate in questi mesi, e con l'ultima drammatica tstimonianza di Padre Daniel Maes, cui passaggi più delicati vi riproponiamo di seguito: Damasco – La testimonianza di Padre Maes "Qualche anno fa, quando siamo venuti qui in Siria, non abbiamo incontrato una società politica perfetta, ma abbiamo incontrato una società prospera e sicura e abbiamo anche esperimentato l’uguaglianza tra tutti i gruppi religiosi. C’era anche lalibertà di religione, l’ospitalità e c’era anche una sana vita di famiglia. Nella vita pubblica, discriminazione, furto e criminalità non erano noti. All’improvviso sono apparse le più orribili atrocità. Si massacrava, si saccheggiava e c’erano attentati in tutto il Paese. La società abbastanza armonica si trasformava in un incubo. Lo Zampino dei Signori del Male e le Rivelazioni del Generale Clark La “primavera” diventava un “caos”. La stampa informava che c’era una rivolta spontanea di un popolo da tanto tempo oppresso. Chi aveva una profondità più spirituale, aveva già notato dall’inizio che questa era una menzogna. I nemici avevano già da qualche tempo seminato questa zizzania, che adesso si manifestava chiaramente. Wesley Clark, un generale Americano, ha ammesso che la guerra in Siria era già stata progettata– insieme con quattro altri paesi – subito dopo gli attentati alle ”Twin Towers” a New York. Nel frattempo hanno distrutto l'Iraq sotto il motto di “Libertà per Iraq”! E' uno dei più grandi crimini contro l’umanità nella storia recente. Rimarranno ancora cristiani in Iraq, a fronte dei 1,3 milioni di cristiani nel 2003? Una cosa simile è successa anche in Libia, che oggi fa pure parte della “collezione primaverile araba ” dell’Occidente. E che pensate dei cristiani in Egitto, Afghanistan e Siria?
/-----------/

Lo stipendio super di un parlamentare italiano
Quanto guadagna un parlamentare italiano? L’argomento era stato oggetto di violente discussioni negli anni passati, soprattutto dopo che era uscito il libro di Stella e Rizzo “La Casta”. Ora, invece, il tema sembra in declino. E invece è importante sottolineare che lo stipendio e i benefit dei nostri deputati e senatori sono clamorosi e – come vuole il Movimento 5 Stelle – vanno drasticamente ridotti e ricondotti alla media europea, se non addirittura sotto la media, visti i disastri prodotti dalla classe politica.

Non c’è bisogno di nessuna particolare indagine o inchiesta giornalistica per venire a conoscenza dei privilegi economici dei parlamentari. Basta, ad esempio, andare sul sito della Camera dei deputati. L’indennità di un parlamentare è di 10.435 euro, su cui sono effettuate le dovute ritenute previdenziali (pensione e assegno di fine mandato), assistenziali (assistenza sanitaria integrativa) e fiscali (IRPEF e addizionali regionali e comunali).



Un’altra voce a vantaggio dei parlamentari è la diaria: essa viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n.1261 del 1965. L’attuale misura mensile della diaria è pari a 3.503,11 euro. Questa somma viene decurtata di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato dalle sedute dell’Assemblea in cui si svolgono votazioni con il procedimento elettronico.







TIRATE VOI LE SOMME ....
SVEGLIATEVI!!!!!!!


La Grecia sta per (ri)fallire! anche il ministro delle finanze tedesco lo ha ammesso (l’Europa al capolinea) 

Atene – Le misure draconiane di austerity imposte in Grecia non sono ancora sufficienti. Il ministro tedesco delle Finanze Wolfgang Schauble ha ammesso che Atene dovrà ricorrere a un nuovo piano di aiuti esterni, il terzo da quando è scoppiata la crisi del debito nell’area euro.

La somma sarà inferiore a quella dei precedenti programmi di sostegno esterno e servirà a colmare un improvviso e inaspettato gap di fondi.
“Ci sarà un altro programma in Grecia”, ha detto il ministro durante un intervento nella parte settentrionale della Germania. Le dichiarazioni pronunciate in campagna elettorale saranno probabilmente accolte con sfavore in patria, in vista delle elezioni generali del 22 settembre. 
In Atene intanto un funzionario del ministero delle Finanze ellenico ha detto a Reuters che un nuovo programma di salvataggio si occuperà di coprire i buchi di bilancio che si apriranno nel periodo 2014-2016.
La crisi della Grecia è ormai senza ritorno a causa delle misure si austerità varate dal governo e molti cittadini non riescono più ad arrivare e a fine mese, quindi non sono poche quelle famiglie che si ritrovano senza elettricità perché gli viene staccata la corrente  a causa delle bollette non pagate.


In loro aiuto ora sono giunti gli attivisti del movimento, noi non pagheremo, che stanno ricollegando illegalmente la corrente a centinaia di abitazioni a cui era stata staccata. Grazie a queste azioni il movimento che già può vantare oltre 10mila membri  sta guadagnando nuovo consenso tra la popolazione nonostante sia ormai bersagliato da oltre un centinaio di cause legali per le azioni illegali che porta a termine. (Ansa-Reuters)
/---------/

20/08/2013 Le ingiustizie in Europa faranno espodere una rivoluzione:


Król: l’ingiustizia in Europa farà espodere una rivoluzione

Quando la classe media e i giovani sono sistematicamente esclusi dai vertici economici e sociali l’unica via di sbocco è la sovversione del sistema. I leader europei non dovrebbero dare per scontata la stabilità. Al contrario di quello che si pensa, in Occidente non sono i poveri e i più sfortunati a fare le rivoluzioni, ma le classi medie. È quello che è successo in tutte le rivoluzioni a cominciare dalla Rivoluzione Francese e con la sola eccezione della Rivoluzione d’Ottobre, che fu un colpo di Stato compiuto in una situazione di estremo disordine politico. Ma quand’è che la classe media decide di lanciarsi in una rivoluzione? In primo luogo non si tratta della classe media nel suo insieme né di un gruppo organizzato né tantomeno di una comunità, ma dei leader della classe media, quegli stessi che oggi vincono le elezioni in Europa e che sono definiti irresponsabili (perché non appartengono alla geriatrica classe politica tradizionale) e che all’improvviso si rivelano non solo molto popolari, ma anche incredibilmente efficaci.

Nel classico caso della Rivoluzione Francese il ruolo di avanguardia rivoluzionaria è stato svolto da avvocati, imprenditori, funzionari della Marcin Królpubblica amministrazione dell’epoca e da una
parte degli ufficiali dell’esercito. Il fattore economico era importante, ma non essenziale. Gli elementi scatenanti del movimento rivoluzionario sono stati prima di tutto l’assenza di apertura nella vita pubblica e l’impossibilità di promozione sociale. Di fatto l’aristocrazia, nel cercare di limitare a ogni costo l’influenza degli avvocati e degli uomini d’affari, ha favorito la rivoluzione. In tutta Europa – a eccezione della saggia Inghilterra – la nuova classe media non era in grado di decidere il suo destino. Qual è oggi la discriminazione? E’ simile e diversa al tempo stesso. Senza dubbio l’aristocrazia non monopolizza più il processo decisionale, ma i banchieri, gli speculatori di borsa e i manager che guadagnano centinaia di milioni di euro estromettono da questo processo la classe media, che ne subisce le drammatiche conseguenze. Cipro ne è l’ultimo e più significativo esempio.

Ma di esempi ce ne sono molti altri. Prendiamo i professori universitari, che non solo in Polonia ma in tutta Europa tremano per il loro posto di lavoro, soprattutto se hanno la sfortuna di insegnare materie dichiarate poco utili dall’Unione Europea, dagli Stati membri e dalle multinazionali che definiscono il mercato del lavoro. In Slovacchia, per esempio, le scienze umane sono state quasi cancellate, mettendo in grave difficoltà gli esperti di materie come la storia, la grammatica, l’etnografia o la logica. Fra non molto altre categorie professionali seguiranno la stessa sorte, come i funzionari della pubblica amministrazione, il cui numero è letteralmente esploso in passato. È colpa loro? No di certo. E che cosa può fare un funzionario licenziato con 15 anni di anzianità alle spalle e che ha sempre conosciuto la sicurezza del posto di lavoro? Probabilmente non molto. E lo stesso discorso vale per tutti quei giovani laureati che il mercato del lavoro ha lasciato sul rivoltabordo della strada, e per gli artisti, i giornalisti e gli altri lavoratori diventati precari a causa dell’avvento dell’era digitale.

Le rivoluzioni emergono attraverso l’esclusione professionale e decisionale e il deficit democratico. Si battono anche contro la barriera generazionale o semplicemente contro il dominio dei vecchi.
Non è un caso se i capi della Rivoluzione Francese avevano circa 30 anni, mentre l’età media dei partecipanti al Congresso di Vienna (1815) che ristabilì l’ordine conservatore in Europa era di oltre 60. Gli attuali dirigenti europei hanno per lo più fra i 50 e i 60 anni, ma tenuto conto dei progressi della medicina, è molto probabile che tra 20 anni Merkel, Cameron, Tusk e Hollande saranno ancora al loro posto. A meno che non vengano spazzati via da una rivoluzione. Tutte le vie di ascesa dell’attuale classe media, per lo più giovane, sono bloccate da miliardari, da vecchi o da gente che sembra tale a un ragazzo di 25 anni. Questa situazione è esplosiva. È sbagliato credere che dei giovani arrabbiati contro il sistema, ma privi del linguaggio abituale dei partiti politici e dei movimenti politici organizzati, non siano capaci di Merkel e Hollandeportare a termine una rivolta organizzata.

La rivoluzione non si è mai fatta in nome di una misura particolare, per esempio un maggiore controllo bancario, ma perché non è più possibile vivere in queste condizioni. Una rivoluzione, in opposizione totale con i metodi dei partiti politici, non utilizza un linguaggio politico. La rivoluzione grida, urla; il suono di una rivoluzione è caotico ma perfettamente udibile. Ma vogliamo veramente una rivoluzione? Non penso, perché la rivoluzione vuol dire la distruzione totale prima della costruzione di un ordine nuovo. Tuttavia i nostri leader politici continuano a non rendersi conto di essere seduti su un barile di polvere da sparo. Non lo capiscono, troppo preoccupati dalla sola idea che li ossessiona: tornare alla stabilità entro 10-30 anni. Non sanno che nella storia non si torna indietro e che le loro intenzioni ricordano la frase di Karl Marx secondo cui la storia si ripete, ma come una farsa.

/---------/

Sta succedendo anche in Italia

La Grecia è in (s)vendita: la crisi non perdona. 70mila asset pubblici pronti alla cessione... 
“Venghino Signori, venghino!”. Il ‘circo’ delle dismissioni degli immobili pubblici, in Grecia, è aperto ed entra ora nel pieno del suo fulgore. Si vendono, a prezzi d’occasione, beni di tutti i tipi: dagli immobili storici alle catene alberghiere, dalle aree da sviluppare in centri nevralgici del turismo (come Rodi, Corfù, Creta etc) alla concessione per sviluppare ‘zone’ turistiche tematiche (come paradisi per golfisti o centri termali), l’offerta è copiosa. Un ‘pacchetto’ che mette ‘in vendita’ circa 70mila asset real estate appartenuti, fino ad ora, al settore pubblico. Il ‘bottino’ a cui aspira Atene è presto svelato: circa 25 miliardi di euro.
“Di necessità, virtù” ed ecco allora andare all’asta (straniera) tanto asset immobiliari nei centri cittadini quanto quelli ‘fuori porta’, quelli da turismo puro, che superano facilmente i mille metri quadrati. A gestire il tutto il fondo HRadf (Hellenic Republic asset development fund) con i suoi ‘cinque saggi’ a formare il consiglio direttivo. Si vende di tutto, nulla è escluso.
“Il programma è un elemento chiave per far ripartire l’economia greca e per ristabilire la credibilità del Paese. Comprende 28 progetti di dismissioni nei diversi settori dell’economia greca che sono poi raggruppabili in tre macrocategorie: aree di sviluppo immobiliare, società in vendita partecipate dallo Stato [Spiccano le Poste e la Lotteria, n.d.r.] e infrastrutture, come porti, aeroporti e marine”.
Non sono esclusi nemmeno edifici ‘chiave’ del governo greco. Sebbene sotto la formula “Sale&Lease back”, (con il governo che passerebbe da proprietario dell’immobile ad utilizzatore dello stesso in leasing, con l’opzione per il riacquisto), sono finiti nel calderone anche il ministero della Cultura, il plesso principale del ministero degli Interni, l’Ellenic Statistical Authority (Elstat) e altre infrastrutture per un totale di 382.649 metri quadri. Si aggiunga, a completare il quadro, la lista di immobili posseduti all’estero: dalla villa di 800 metri quadrati a Londra (zona Holland Park, valore prossimo ai 26 milioni di euro) al mega-complesso in quel di Nicosia (8mila metri quadrati e circa 5 milioni di euro di valore) passando, poi, per le varie proprietà sparse a Bruxelles, Belgrado ed altre città europee.
Ancora: la necessità aguzza l’ingegno, (‘Mater artium necessitas’ dicevano i latini), ed ecco che il governo si è messo subito all’opera per snellire e velocizzare il processo di dismissione. Si fa tutto via internet: dall’istruire la procedura al sanare tutti i possibili dubbi dei potenziali acquirenti e diffondere tutta la documentazione ‘free’ necessaria. In Grecia non c’è più tempo per una macchinosa burocrazia, ecco allora la rinnovata ‘voglia’ di semplificare i passaggi e di eliminare le lungaggini inutili. Questa la risposta della Grecia alla crisi.
E l’Italia? Nello stivale se ne parla da un trentennio abbondante ma ancora non c’è stata la svolta concreta, nemmeno con la crisi attuale. Vicissitudini procedurali, burocrazia opprimente o timore nello svendere beni storici (quest’ultimo, suggeriscono gli esperti, è un problema facilmente aggirabile con la concessione di diritti per 60-90 anni senza doverli alienare definitivamente): probabilmente il ‘blocco psicologico’ dei governi italiani fonda le proprie radici in più motivazioni. L’unico rischio, semmai, è quello di non vendere ora, poco e bene, per poi trovarsi costretti -in futuro di crisi non così remoto- a vendere tutto e a prezzi di saldo.
/---------/

L’Europa verso un superstato senza che i popoli sappiano cosa sta accadendo

superstato europeo-R.C.- 29 marzo 2013- Jean Monnet, uno dei padri dell’Unione Europea teorizzava un Superstato che guidasse i paesi Ue, con i cittadini ignari su quanto stesse accadendo.
I vari trattati, Lisbona, Prun, Velsen, hanno decretato la morte del vecchio continente così come inteso, hanno abolito di fatto i pilastri della democrazia, in primis la sovranità popolare di ogni singolo Stato membro dell’Unione.
Il trattato di Lisbona ha di fatto annullato le varie Carte Costituzionali, un golpe silenzioso, senza, o quasi, spargimenti di sangue. Del resto lo ha rivelato Nigel Farage in un intervento al Parlamento Europeo, i destini dei Paesi sono decisi a Bruxelles, che ha affidato l’Italia a Mario Monti, mero notaio ed esecutore delle disposizioni impartite dall’eurocrazia.
Qualche voce autorevole si era levata,  diffidando i politici dal ratificare i trattati così com’erano stilati, parlando di “governo di organo” o di “organocrazia”, tra questi il giurista Giuseppe Guarino. Balzava immediatamente agli occhi che venivano violate due norme fondamentali della Costituzione Italiana “La Sovranità appartiene al Popolo” e “L’Italia consente, in condizioni di parità con altri Stati, limitazioni alla sovranità necessarie”. Non tutti i Paesi dell’area Ue aderiscono alla politica monetaria dettata dall’Eurozona.
I poteri della Commissione Europea in materia di intromissione negli affari dei singoli Paesi sono aumentati in maniera esponenziale, basti pensare alle sanzioni in caso di sforamenti del patto di stabilità.
Poi la silenziosa introduzione della pena di morte in Europa. Subdolamente la Carta Europea, respinta da Francia, Olanda e Inghilterra, recita “La pena di morte è stata abolita” ma il trattato di Lisbona aggiunge una sostanziale modifica “Eccetto che in caso di guerra, di disordini, di insurrezione”. E il trattato di Velsen concede poteri di vita e di morte alla superpolizia di Eurogendorf, al di sopra della magistratura e dei Parlamenti.
Un’Unione Europea fondata su menzogne e tranelli, con il Trattato di Lisbona che sostituisce di fatto la Carta Europea. Ancora Nigel Farage dice “Il totale inganno viene imposto ed è totalmente visibile. E’ la Costituzione che avevamo respinto ed ora ritorna con un altro nome in tutta la sua magnificenza”.
La domanda semplice che ci si pone è questa: se uno Stato sovrano non controlla più la propria economia, la politica, il sistema giustizia, può ancora definirsi tale?
I nostri parlamentari, così come quelli degli altri Paesi,  possono definirsi superflui dal momento che tutto il potere si è trasferito a Bruxelles, le ambasciate europee di tutto il mondo sono sotto il controllo degli eurocrati, regioni e province diverranno Regioni Amministrative Ue, è tutto deciso.
L’Ue ha ottenuto il controllo di polizia, esercito, armi nucleari, riserve monetarie e petrolio del Mare del Nord, come chiaramente espresso dal Trattato. I partiti politici verranno di fatto allineati o aboliti, chi non se adeguerà sarà considerato fuorilegge, come da sentenza della Corte Europea di Giustizia datata 1999.
Anche in materia di giustizia sarà uno sfacelo, le leggi Ue sono circa 107 mila, questo causerà il caos totale, esponendo i cittadini comunitari al rischio di multe e arresti, risultato di inevitabile ignoranza delle normative. Ad esempio dal 2006 è proibito la riparazione fai da te di tubature domestiche, qualsiasi intervento sulla propria autovettura e questi sono gli esempi più banali.
Non ci si potrà più rivolgere a canali democratici locali per dirimere determinate questioni, perché la democrazia locale non esisterà più, e potremmo essere costretti a discutere una causa giudiziaria in un qualsiasi tribunale europeo.
Ma questo mostro che diverrà l’Unione Europea potrebbe non essere altro che un passo verso un altro mostro di dimensioni apocalittiche: un governo mondiale.
_______________________________________________________________

Dirigenti Pubblici Italiani guadagnano più dei Re e dei premier esteri

Il Capo della Polizia Italiana guadagna 621.253,75 euro all’anno, 44,375 euro al mese, 1.475 euro al giorno.

Il Presidente degli Stati Uniti D’America Barack Obama è un morto di fame a confronto, dato che il suo stipendio annuo é 400.000 dollari, all’incirca 350.000 euro all’anno.
Lo stenografo del Senato Italiano, guadagna 290.000 euro all’anno, 24.166 euro al mese, 805 euro al giorno.
il Re di Spagna Juan Carlos di Borbone, guadagna 275.000 euro all’anno, 22.916 euro al mese, 763 euro al giorno.
Un commesso all’interno di Montecitorio, guadagna 112.800 euro all’anno, 9.400 euro al mese, 313 euro al giorno.
L’ambasciatore Americano, residente in Italia, guadagna 103.920 all’anno, 8.660 euro al mese, 288 euro al giorno.
Secondo la Corte costituzionale italiana, è INCOSTITUZIONALE tagliare gli stipendi dei “Dirigenti Pubblici”, in quanto i loro ruoli ricoprono altissime responsabilità… come dire che le responsabilità del Presidente degli Stati Uniti D’America Barack Obama, sono nulla se paragonate a quelle di un dirigente pubblico italiano.
Avete capito? É “INCOSTITUZIONALE”, diminuire gli stipendi dei dirigenti pubblici, come é “INCOSTITUZIONALE”, diminuire gli stipendi dei Parlamentari, Onorevoli e Senatori.
Però é “COSTITUZIONALE”, tagliare le pensioni degli Italiani…
Però é “COSTITUZIONALE”, tagliare gli stipendi degli Italiani…
Però é “COSTITUZIONALE”, tagliare la sanità pubblica…
Però é “COSTITUZIONALE”, tagliare l’istruzione pubblica…
Però é “COSTITUZIONALE”, tagliare la sicurezza pubblica…
Però é “COSTITUZIONALE”, riempire di tasse le buste paga degli Italiani…
Però é “COSTITUZIONALE”, avere 3 milioni di disoccupati ed un suicidio ogni 13 ore…
La verità è questa: È “INCOSTITUZIONALE, VERGOGNOSO ed IMMORALE”, avere al Governo un branco di “parassiti, ignoranti, stupidi, pavidi, vigliacchi e bugiardi“, i quali oltre a derubare i soldi di tutti NOI Italiani, si prendono il lusso di calpestare, insultare e distruggere,la nostra dignità.
_____________________________________________________________________

Quanto si risparmierebbe tagliando numero e stipendi dei Parlamentari?


Gli stipendi dei Parlamentari italiani. Tema sempre attualissimo, soprattutto in tempo di crisi e di tagli che colpiscono noi cittadini ordinari.

Tutti chiedono a gran voce la riduzione, assieme ad un taglio proprio del numero di deputati e senatori che ogni giorno (teoricamente…..) si recano alla Camera e al Senato a legiferare (sempre teoricamente…) per il bene del Paese.
Nessuno di questi però sa quanti soldi si risparmierebbero nell’attuare entrambe le riforme (riduzione stipendio e numero). Ho provato a fare due calcoli così per vedere più o meno quale sarebbe il risparmio per le casse dello Stato.
Considerando che 945 parlamentari x 144.084€ = 136.159.380€ annui
Se si riducessero di due terzi con uno stipendio di 40 mila euro (ai livelli di Spagna e Portogallo quindi) avremmo: 315 parlamentari x 40.000€ = 12.600.000.
Il risparmio sarebbe di 123.559.380 € annui.
Però ho ridotto di 2/3 il numero e di 100mila euro la loro paga. Un’enormità e nonostante questo la cifra non è alta.
Se è vero che è doveroso tagliare loro gli stipendi anche per una questione di “moralità”, non aspettiamoci di risolvere i problemi grazie a questo. A livello economico il risparmio è di fatto quasi irrilevante.
Diffidate quindi da quelli che propongono manovre alternative basate su questo. Non esistono. La riduzione della paga e del numero è un fatto puramente di correttezza nei confronti di cittadini che soffrono una crisi provocata da quegli stessi politici super mantenuti con le loro tasse.
L’economia qui non c’entra (o comunque molto poco). Qui si tratta più di moralità, giustizia ed equità sociale.

Nessun commento:

Posta un commento